interessi moratori

Interessi moratori: funzione e decorrenza

Gli interessi moratori (anche conosciuti come interessi di mora) sono una particolare categoria di interessi e rappresentano il risarcimento del danno arrecato al debitore a seguito dell’inadempimento di una obbligazione che ha ad oggetto il pagamento di una somma di denaro (cd. obbligazione pecuniaria).

Differenza tra interessi moratori e interessi corrispettivi

La fondamentale differenza tra interessi moratori e interessi corrispettivi si ricava dal fatto che i secondi non presuppongono l’inadempimento del debitore.

L’art. 1282 c.c., infatti, ci dice che le obbligazioni pecuniarie producono interessi “di pieno diritto” (salvo diversa disposizione di legge o pattizia). In sostanza, gli interessi corrispettivi possono essere definiti come il “prezzo del denaro”. Pensiamo ad un mutuo bancario, gli interessi che verranno corrisposti sono, appunto, il “compenso” che percepisce l’istituto di credito a fronte della erogazione del prestito. Le uniche condizioni per la produzione degli interessi corrispettivi sono la liquidità ed esigibilità del credito (cfr. Cass. Civ. 4712/1994).

Gli interessi moratori, come detto, invece, presuppongono il mancato adempimento del debitore.

Da quando decorrono gli interessi moratori?

Gli interessi di mora decorrono dal giorno della formale costituzione in mora (o messa in mora) che, ad esempio, può conseguire alla ricezione di una lettera di sollecito di pagamento. Infatti, l’art. 1224 c.c., prevede che nelle obbligazioni pecuniarie sono dovuti dal giorno della messa in mora gli interessi legali.

A mio avviso, in presenza di un inadempimento è sempre consigliabile effettuare inviare una formale lettera di diffida e messa in mora. Ti spiego subito il perché:

  • ai sensi dell’art. 1219 comma 2, numero 3) se la prestazione deve essere adempiuta al domicilio del creditore (cd. Obbligazione portable) si ha un tipico esempio di mora automatica (o mora ex re). Si deroga, quindi, al principio secondo cui la costituzione in mora presuppone la formale intimazione per iscritto. Di norma si ritiene che l’obbligazione pecuniaria già determinata nel suo preciso ammontare (e, quindi, già liquida) quando il titolo ne determini l’ammontare oppure indichi i criteri per determinarlo senza lasciare alcun margine di scelta discrezionale (Cass. SS. UU. 17989/2016).
  • Invece, se l’obbligazione deve essere eseguita al domicilio del debitore, ciò che tipicamente avviene se non è ancora stata determinata nel suo preciso ammontare (e, quindi, non è ancora liquida), ai fini della decorrenza degli interessi di mora è necessaria l’intimazione scritta e, quindi, il cd. Sollecito di pagamento. Ad esempio, la Cassazione (sent. 1734/1978) ha applicato questo principio con riferimento alla esecuzione di un contratto preliminare.

Alla luce di quanto sopra, si comprende facilmente come la distinzione tra Obbligazione portable e quérable sia particolarmente complessa e risulti difficile stabilire con certezza se, nel caso specifico, ci si trovi nella prima o nella seconda ipotesi.

Proprio per questa ragione, mi permetto di consigliare di inviare, in ogni caso, una lettera di sollecito di pagamento che contenga una formulazione tale da produrre il desiderato effetto della messa in mora.

Calcolo degli interessi moratori: come si fa?

Il calcolo degli interessi moratori presuppone la conoscenza di due precise disposizioni di legge, l’art. 1224 e l’art. 1284 c.c. Dall’esame di queste disposizioni emerge, infatti, che:

  • se le parti non hanno determinato l’entità degli interessi moratori sono dovuti in misura pari al tasso d’interesse legale.
  • l’art. 1284 c.c., invece, oltre a determinare i criteri per il calcolo degli interessi legali, stabilisce che, in ogni caso, dal momento della domanda giudiziale, sono dovuti gli interessi previsti dalla normativa sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

Gli interessi moratori e il “maggior danno”

L’art. 1224 c.c., inoltre, prevede per il creditore la facoltà di richiedere, oltre agli interessi di mora, anche un risarcimento per il maggior danno subito. Ciò, ad esempio, potrebbe derivare dal mancato guadagno (cd. Lucro cessante) derivante dall’impossibilità di impiegare il denaro non percepito per investimenti più vantaggiosi, oppure dalle spese sostenute per far fronte all’inadempimento, come, per es., i maggiori interessi pagati per ottenere un prestito di denaro (cd. Danno emergente).

Il principio generale è che il creditore debba, comunque, provare il maggior danno (Cass. Civ. 23744/2009). Anche in questo caso, tuttavia, vi è un regime differenziato, con particolare riferimento al danno da svalutazione monetaria:

  • Se l’obbligazione ha ad oggetto, sin dall’origine, una somma di denaro, si ha un cd. Debito di valuta, per cui è escluso il risarcimento automatico del danno da svalutazione monetaria (ossia la perdita del potere di acquisto della moneta). In tal caso, il creditore per ottenere più dei semplici interessi legali deve fornire la prova (non semplice) degli ulteriori danni subiti.
  • Se l’obbligazione, invece, ha ad oggetto una cosa diversa dal denaro, in tal caso la moneta costituisce una sostituzione dell’originaria prestazione ed, in tal caso, trattandosi di debito di valore, è dovuta la rivalutazione monetaria (Cass. Civ. 14573/2007).

Per queste ragioni, infatti, negli accordi commerciali, si cerca di inserire delle clausole penali che, consistendo in delle liquidazioni convenzionali del danno da inadempimento, esonerano il creditore dal fornire la prova dei danni subiti. Ad esempio, se in un contratto si inserisce una penale giornaliera di euro 50 per mancato pagamento nel termine del 1 aprile 2017, il creditore che agirà in giudizio si dovrà limitare ad allegare il mancato pagamento e potrà ottenere la penale convenuta, senza dover dimostrare che il danno subito sia effettivamente di importo pari a quello della penale così maturata.

Dove trovare una lettera che produca l’effetto della decorrenza degli interessi moratori?

Abbiamo elaborato un modello di sollecito di pagamento facilmente compilabile online che Ti consentirà, con pochi semplici click, di ottenere una formale lettera di messa in mora conforme a tutto quello che Ti abbiamo spiegato sopra.

Buon lavoro!

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Roberto Alma

Roberto Alma

Avvocato in Roma. Si occupa di diritto commerciale, con particolare riferimento al diritto delle nuove tecnologie e della privacy. Ha una passione per l'informatica e la programmazione (Javascript, node e react).

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