sollecito di pagamento

Sollecito di pagamento: leggi la nostra guida

Il sollecito di pagamento è una formale richiesta, solitamente inviata a mezzo di raccomandata, che un creditore invia al suo debitore per richiedere il pagamento di un debito scaduto.

Quando si invia un sollecito di pagamento?

L’invio di un sollecito di pagamento (anche conosciuto come diffida di pagamento) è solitamente il primo passo di un’efficace strategia di recupero crediti. Il concetto è molto semplice: se il debitore dovesse adempiere spontaneamente alla propria obbligazione (in parole povere, se pagasse il dovuto immediatamente), il creditore ne ricaverebbe un sicuro vantaggio, in quanto eviterebbe di azionare le lunghe e costose procedure giudiziarie di recupero crediti.

Come scrivere una lettera di sollecito di pagamento?

La decisione su come impostare una lettera di sollecito è certamente una diretta conseguenza della natura e dello stato dei rapporti tra creditore e debitore.

Se i rapporti sono già incrinati (ad es., a causa di promesse non mantenute e/o di dilazioni non rispettate) molto probabilmente verrà inviata una vera e propria diffida al pagamento del debito scaduto (solitamente entro un termini di circa 14 giorni), con espresso avvertimento che, in caso di mancato positivo riscontro, verrà conferito mandato al proprio legale di fiducia per il recupero coattivo del credito.

In altri casi, invece, si adotta una strategia differente:

  • Si invia un primo sollecito di pagamento, dal tono non particolarmente minaccioso, con cui si “ricorda” al debitore la scadenza di un’obbligazione. Ad esempio, può trattarsi di una lettera di sollecito con cui si avvisa il debitore che è scaduta una fattura e gli si chiede di provvedere, possibilmente comunicando l’avvenuto pagamento (es. inviando la contabile del bonifico). In tal caso, non vengono ulteriormente incrinati i rapporti, ma al tempo stesso si attesta l’esistenza di una fattura non pagata.
  • Successivamente, si potrebbe inviare un secondo sollecito di pagamento, con un contenuto sostanzialmente simile al primo, nel quale, tuttavia, si dovrebbe prendere atto del mancato pagamento e, chiedere al debitore, sempre nell’ottica di una definizione bonaria della vicenda, di proporre un piano di rientro del debito. Qui l’obiettivo è, chiaramente, quello di evitare l’avvio delle procedure di recupero crediti, dimostrando la buona volontà del creditore, il quale, pur di evitare di avviare un procedimento giudiziario, si mostra disponibile ad accettare una dilazione di pagamento o un’offerta a saldo e stralcio.
  • Nel caso in cui non si riuscisse neanche in questo caso a chiudere bonariamente la vicenda, si dovrebbe inviare un ultimo sollecito di pagamento, nel quale effettuare la cd. costituzione in mora (o messa in mora) e comunicare che, in caso di mancato pagamento, si avvieranno le procedure di recupero crediti, a mezzo avvocato, senza ulteriore avviso.
  • A questo punto, persistendo l’inadempimento, sarà l’avvocato a fare ulteriori passi, inviando una ulteriore diffida di pagamento, in carta intestata, procedendo con l’invito alla negoziazione assistita oppure depositando direttamente un ricorso per decreto ingiuntivo all’autorità competente.

Cosa deve contenere una lettera di sollecito di pagamento?

Una buona lettera, a mio modesto avviso, dovrebbe contenere sicuramente l’indicazione del debitore e del creditore (con le relative sedi). Nell’oggetto della lettera, dovrebbe essere indicato chiaramente sia che si tratta di un sollecito (esempio, utilizzando la seguente formulazione “sollecito di pagamento per la fattura scaduta n. 3 del 2017”).

Nel corpo della lettera, a seconda che si tratti di primo, secondo o ultimo sollecito di pagamento, potrebbero essere inseriti elementi differenti.

Ad esempio, la costituzione in mora, ai sensi dell’art. 1219 c.c., presuppone che vi sia una specifica intimazione fatta per iscritto che manifesti chiaramente la volontà del creditore di ottenere il soddisfacimento del proprio diritto (Cass. Civ. 2841/2007). Per evitare questioni interpretative, si utilizzano formule standard quali “Valga espressamente la presente quale formale atto di costituzione in mora ex art. 1219 c.c.”.

Quali sono gli effetti del sollecito di pagamento?

Il primo e fondamentale effetto è, certamente, quello di porre all’attenzione di un debitore la scadenza di un debito ed invitarlo al pagamento spontaneo. Ma vi sono ulteriori effetti che, a mio avviso, presuppongono l’invio di una formale intimazione ad adempiere (che solitamente, come detto, avviene con l’ultimo sollecito di pagamento).

A prescindere dalla costituzione in mora – che, come avremo modo di approfondire, produce, ex lege, una serie di effetti, quali, la decorrenza degli interessi legali (o degli interessi moratori) – l’effetto, a mio giudizio, principale della diffida di pagamento è l’interruzione dei termini di prescrizione del credito.

Sinteticamente, i diritti (ivi compresi quelli di credito), si estinguono per prescrizione, laddove il titolare non li eserciti entro un certo periodo. Per evitare questa conseguenza (che si verifica molto più frequentemente di quanto si immagini) si deve interrompere la prescrizione. Ai sensi dell’art. 2943, comma IV° c.c., la prescrizione è interrotta da ogni atto che valga a costituire in mora il debitore (per cui da una formale intimazione scritta di adempimento). L’effetto è quello di provocare il decorso (dal momento della ricezione del sollecito di pagamento) di un nuovo termine di prescrizione (biennale, quinquennale o decennale a seconda dei casi).

Come inviare il sollecito di pagamento?

L’invio del sollecito deve essere effettuato attraverso strumenti che consentano di avere prova dell’avvenuta ricezione (si tratta di un atto recettizio). Nella maggior parte dei casi, si utilizza la lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, ma non è da escludere l’invio attraverso posta elettronica certificata (anche se, a seconda dei casi, potrebbe essere sufficiente anche una semplice mail ordinaria).

Dove ottenere un modello di sollecito di pagamento?

Se hai bisogno di un modello di sollecito di pagamento o di un fac simile, puoi utilizzare la nostra soluzione gratuita. Abbiamo predisposto una procedura guidata che, in pochi minuti, ti consentirà di ottenere la lettera più adatta alle tue esigenze.

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Roberto Alma

Roberto Alma

Avvocato in Roma. Si occupa di diritto commerciale, con particolare riferimento al diritto delle nuove tecnologie e della privacy. Ha una passione per l'informatica e la programmazione (Javascript, node e react).

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